….ABBIAMO TROVATO IL MALE DELL’ITALIA… LA LEGGE ELETTORALE!!!!!!!!



Legge elettorale, Fli: pronti a nuove maggioranze Il Pd raccoglie la proposta: "Accordi trasversali"





Roma - "Esiste già una maggioranza alternativa, tanto alla Camera quanto al Senato, in grado di ritrovarsi sulla modifica della legge elettorale. Se qualcuno cerca un pretesto per andare a votare, lo sappia. Solo dopo si potrà tornare al voto". A un giorno dalla riunione dei parlamentari di Fli, convocata da Fini per porre le basi del nuovo partito, il capogruppo alla Camera Fli Italo Bocchino lancia un avvertimento a Pdl e Lega: "E' l’ora di passare dalla sovranità padronale a quella popolare. Si può pensare, in caso di dimissioni del premier, a un governo con l’obiettivo della cancellazione del porcellum". Un'apertura subito raccolta dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che avverte: "Le leggi elettorali non le fanno le maggioranze di governo ma le fa il parlamento con chi è disposto a convergere".
Bersani raccoglie la proposta "Sulla legge elettorale non si stabilisce una maggioranza di governo - commenta Bersani - ma una maggioranza parlamentare che si esprime sulle regole". "Da sempre diciamo che abbiamo una legge elettorale vergognosa, che consente la nomina dei parlamentari, la subordinazione della maggioranza al governo, e che ha portato e può portare ancora un sacco di guai al Paese", aggiunge il segretario del Pd a margine di un incontro organizzato questo pomeriggio a Palermo con i vertici regionali del partito. "Non da oggi siamo disponibili a concordare una nuova legge elettorale - continua Bersani - perché la legge la si fa in Parlamento, non con le maggioranze e le minoranze ma con chi è disposto a convergere".
Bondi: "Ipotesi trasformista" "E' una plastica esemplificazione del trasformismo parlamentare e punta ad affossare il bipolarismo per ritornare agli amati riti della partitocrazia". Secondo Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, l’auspicio di Bocchino "fa chiarezza sulle intenzioni" dei finiani: "Se Fini dovesse condividere e seguire la proposta di Bocchino si formerebbe un fronte trasversale costituito anche dalla sinistra e dall’Udc, plastica esemplificazione del trasformismo parlamentare, della manipolazione più sfrontata della volontà popolare, della volontà di affossare il bipolarismo per ritornare agli amati riti della partitocrazia".
Cicchitto: "Teoria sorprendente" "Siamo sorpresi di fronte alla riproposizione della teoria della intercambiabilità delle alleanze - replica immediatamente Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera - per noi la strada maestra rimane quella della governabilità. Evidentemente reale, e non logorata da mille trabocchetti e distingui". "Su questo terreno la verifica è solo affidata ai fatti. Quanto alle polemiche sulla legge elettorale, esse sono per larghi aspetti pretestuose. In primo luogo, volendo togliere il premio di maggioranza, in effetti si toglie al popolo la facoltà di scegliere il Presidente del Consiglio e anche la maggioranza parlamentare - continua Cicchitto - per quello che riguarda altri sistemi elettorali, quello fondato sull’uninominale comporta che le scelte decisive sono fatte dalle segreterie dei partiti nell’attribuzione dei collegi. Quello fondato sulle preferenze vedrà al Sud sovrapporsi due opposte tendenze capaci di inficiare la regolarità e la tranquillità delle elezioni:da un lato un possibile condizionamento della criminalità organizzata sulle preferenze, dall’altro - conclude Cicchitto - l’uso politico della giustizia per cui alcune procure possono eliminare candidati e partiti".


Buongiorno a tutti carissimi lettori!!!ho postato questo articolo apparso su “Il Giornale” riguardo agli accordi trasversali per un nuova legge elettorale e volevo porvi alcuni riflessioni che sarò pronto a discutere con voi come sempre!!!

In questa fase politica scialacquata e dir poco farsesca abbiamo capito che il male assoluto del nostro bel paese non è l’uscita dalla crisi, la salvaguardia del proprio posto di lavoro, la diminuzione della disoccupazione, una sanità ed una scuola più efficiente, una giustizia più equa e veritiera…il ricredersi da parte della classe politica dalla vergognosa figura a cui ogni giorno siamo abituati…abbiamo capito che IL MALE ASSOLUTO per taluni politicanti è LA LEGGE ELETTORALE!!!!!

Una riflessione mi viene spontanea…con tutti i problemi che un grande paese come il nostro ha dobbiamo proprio impuntarci su quello che ai nostri (e solo ai nostri occhi sembra il male minore???)Cari lettori purtroppo lo abbiamo capito solo noi e poi altri con sale in zucca in parlamento…

Questa riflessione che ai più può sembrare populista e retorica nasconde altresì una più profonda riflessione che va a sviscerare la triste essenza della nostra classe politica…ormai siamo abituati a spot e a propagande continue a destra e a manca…e la nostra classe politica priva di argomenti vive di espedienti polemici per “tirare a campà”…
In questi mesi siamo stati obbligati forzatamente ad assistere a campagne medianiche del niente…a “baruffe chiozzotte”(non me ne voglia il goldoni) del nulla…all’imperversare inesorabile del gossip politico…al darsi colpe reciproche…ad indagare morbosamente sugli affari degli avversari…ricordate???siamo partiti dalla liason Berlusconi – Noemi…siamo passati a Scajola reo di aver commesso il reato di “furbizia”(e chi non l’avrebbe fatto al suo posto!!) a Fini e all’inciucio Tulliani – casa a Montecarlo(se devo pesare le due vicende Fini c’è dentro molto di più di Scajola!!)…prima ancora la decennale questione sul conflitto di interessi(cari “compagni”…2 volte avete potuto fare una legge ma alla fine siete stati, con le vostre contraddizioni, i veri alleati del vostro peggior nemico!!)o la ventennale questione del “federalismo fiscale”( ormai di ampolle, dita medie alzate, ombrelli e quant’altro siamo ahimè abituati)…tutti creati ad hoc per celare una sola realtà..la più dura da ammettere…LA MANCANZA DI IDEE, VALORI E PROGRAMMI tali da essere appetibili a noi cittadini elettori e spettatori di questo scempio politico-social-economico!!!

Questa è la verità signori miei!!!!IO SONO UNO DEI PIU’ FERMI SOSTENITORI DI QUESTA LEGGE ELETTORALE …a mio parere non peggiore di quella che l’ha preceduta(ricordate quando ci chiedevamo se nonostante le preferenze ci fossero comunque decisioni dall’alto dei partiti???) e se andate a ben guardare come è strutturata consente a chi vince di avere un premio di maggioranza e quindi la grande chance di avere la GOVERNABILITA’(parola dal sapore agrodolce con retrogusto acre,ormai scomparsa dal vocabolario politico)….cero non il pluralismo politico che tanto vorrei e che consentirebbe più sfumature al vivere politico nel nostro paese…la legge è perfetta e ne abbiamo avuto la riprova con questo governo, il quale gode di una delle maggioranze più ampie della storia repubblicana…a differenza di quello che l’ha preceduto… e questo non perché è giusta una volta sì e una no la legge elettorale, altresì per la VALIDITA’ del programma proposto!!!Solo così si p






Solo così si può essere veramente appetibili all'elettorato e dimostare la validità della politica, ormai fatta anche di questioni etiche...e non solo prettamente tecniche...
Questa legge sarebbe perfetta non per l'idea di bipartitismo morta in pochi mesi ma per la possibilità, ripeto, di dare STABILITA' al Paese!!!invece siamo qui spettatori di questo scempio political-mediatico guidato dalla banda dei "voltagabbana" capeggiati dall'INNOMINATO (non posso dirvi però chi è perchè se è innominato lo deve essere pienamente!!!!sennò che innominato è Fini...oops!!!l'ho detto!!!)che si accordano come ai tempi del CAF(adesso DBC...Di Pietro,Bersani e Casini...sembra una malattia grave il DBC vero??) solo per avere un posto al sole visto che temono di vagare nell'ombra...
QUINDI UN CONSIGLIO A TUTTI VOI...NON FATEVI TENTARE DA QUESTI ABBAGLI CHE CELANO UNA POCHEZZA MORALE, POLITICA,SOCIALE,ECONOMICA E SOPRATUTTO VALORIALE DELLA NOSTRA CLASSE DIRIGENTE, IMPEGNAMOCI NOI NELLA NOSTRA OPINIONE PUBBLICA A FAR CAPIRE CHE DELLE CHIACCHERE E DELLE "BARUFFE" SIAMO ARCISTUFI E CHE FACCIANO FINALMENTE QUELLO PER CUI SONO STATI PAGATI...ALTRO CHE DITO MEDIO!!!
ALLA PROXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX!!!SEMPRE SULLE ALI DELLA LIBERTA'!!!!

DAVIDE ROSSIGNOLI.VICEPRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE "DESTRA IN MOVIMENTO - CULTURA E POLITICA"

GRAZIE RAGAZZI.







QUESTO NON E' IL MOMENTO DELLE POLEMICHE E DEGLI SLOGAN...UN ABBRACCIO CARI RAGAZZI... E UN ABBRACCIO SOPRATUTTO A CHI ADESSO E' DISTRUTTO DAL DOLORE...TUTTO IL RESTO SONO CHIACCHERE...TUTTO IL RESTO E' NOIA.

SERVI!!!!!!



BUONASERA GENTILI LETTORI!!!RISCRIVO DOPO MOLTO TEMPO LASCIANDOVI UN'ARTICOLO INTERESSANTE DELL'IRRIVERENTE VENEZIANI CHE MOLTO FA CAPIRE IN QUESTI TEMPI DI "SERVILISMO" QUELLO CHE STA SUCCEDENDO NEL CAMPO DELL'INFORMAZIONE!!!A VOI IL COMMENTO!!!



Servi di Berlusconi. Eccola lì, la definizione all inclusive per indicare chi scrive sul Giornale, su Libero o per chi lavora in Mediaset o in Rai in area Pdl. La sento ogni giorno in tv, la leggo tra le righe di molti giornali, la ritrovo nei blog, a volte perfino in piazza e per strada e la sento risuonare nel miserabile teatrino della politica. Ah, con quale disprezzo appellano Il Giornale dei Berlusconi. Non vi dico poi di Belpietro e Sallusti per via della loro visibilità quotidiana in video. Ci sarà magari un legame tra questo disprezzo e l’attentato fallito a Belpietro, ma non voglio qui stabilire il nesso tra infamia e terrore, disprezzo e violenza. Vorrei affrontare il tormentone della servitù, che continua imperterrito anche quando Berlusconi critica i giornali amici e Feltri risponde in modo assai poco servile che quella è la porta e appena l’editore lo chiede, è pronto a infilarla. Per quel che mi riguarda, benché il più lontano possibile dal video o da incarichi redazionali, trovo traccia ogni giorno, a partire dai blog, di insulti del genere. Potrei dire che la cosa non mi tocca, che parlano gli scritti, la biografia, le scelte, ma direi una bugia: invece mi dà fastidio, anzi doppio fastidio, perché mi offende sul piano personale e perché offende la verità.
Ci sono servi di Berlusconi in giro? Ma certamente, figuriamoci. Un potente in un Paese come il nostro, abituato da secoli alla servitù e alla piaggeria, pensate che non abbia servitori? Se ci sono servi di piccoli satrapi e leaderini di latta, figuriamoci se non ci sono servi o adulatori di Re Silvio. Ho imparato a distinguere i servi attraverso tre test psicoattitudinali. Il primo è la sequenza causa-effetto. Se un giornalista ha modificato le sue convinzioni seguendo Berlusconi, ha molte probabilità di essere un servo. Se invece aveva quelle convinzioni prima che ci fosse Berlusconi, assai meno. Esempio: Feltri, e con lui Belpietro e altri, assumono posizioni di centro-destra già con l'Indipendente, prima che Berlusconi scendesse in politica (potrei dire anche di me, che fondai nel ’92 l’Italia settimanale e che sono di destra da quando sono mancino, cioè da sempre). I servi seguono il padrone, mica lo precedono nelle scelte. Dunque, non hanno quelle opinioni perché scrivono sul Giornale, ma il contrario: scrivono sul Giornale perché hanno quelle opinioni. La controprova è che con opinioni così non ti prendono mica negli altri grandi giornali italiani, tantomeno ti offrono direzioni o ruoli di punta; non puoi mica esprimere altrove, nella stampa «libera», quel che pensi, se pensi che Berlusconi sia preferibile a Fini, Casini o alla sinistra.
Il secondo test è vedere se mutano opinione col mutare degli interessi del presunto padrone. Valutate voi se e chi lo ha fatto. Prescindo da me, mi sarebbe troppo facile dimostrare le tante volte che esco dai cori, incluso quello minore, berlusconiano. Mi limito a fare un paio di esempi. Tutto potete pensare, cari lettori, del caso Boffo meno una cosa: che sia stato utile al Capo e voluto da lui. Non mi pare affatto che abbia tratto giovamento politico. E le inchieste su Fini hanno giovato al premier in misura almeno pari alle volte in cui gli hanno nuociuto o creato problemi. Se ho ben capito Feltri, il suo interesse primario, non negoziabile, come si dice oggi, è avere successo con i giornali, vendere di più, accrescere i lettori, sanando i bilanci. D’altra parte uno come noi che fa la professione vanitosa di firmare, tiene prima di tutto al suo buon nome, e trattandosi di gente ormai avanti negli anni e benestante, non ha certo bisogno di qualcuno che gli dia la paghetta e il mangime. Se sentite i politici parlare in privato di costoro dicono: «è incontrollabile», o come disse di me un comiziante subacqueo ponendo un veto, «è ingestibile». Giusto, ingestibile; si gestiscono le rivendite di sali e tabacchi, mica le idee delle persone libere e pensanti.Ma il terzo e più efficace test per misurare la servitù è il seguente: provate a immaginare cosa resta di quel vero o presunto servitore senza il suo padrone o senza l’incarico che ricopre. Se resta poco o niente, vale poco o niente. Se restano i suoi scritti, le sue idee, la sua credibilità, i suoi lettori, allora è difficile che sia un servo. In questo periodo vedo tante arroganti nullità che troneggiano in video e sui giornali solo a titolo di concessionari del loro capo. Se gli togli quella qualifica sono zero. Beh, mi pare che la definizione di servo si addica a loro. Non sono invece dell’idea di ricambiare la rozzezza e chiamare servi quelli che non la pensano come me. Potete avere il peggior giudizio di Santoro o Travaglio, di Scalfari o Eco, ma non chiamateli servi perché non lo sono. Immaginate se un giornalista di destra diventasse come accadde a Gad Lerner direttore del Tg1 con il governo di centrosinistra e pure portavoce del premier: sarebbe subito bollato come servo. Lerner ha le sue convinzioni che non condivido per niente, ma non era certo un servo.
Insomma occorre ripristinare un galateo della stampa e la civiltà del rispetto reciproco. Durante il primo conflitto nelle pause della guerra, i soldati in trincea si scambiavano perfino le sigarette e si parlavano tra loro, salvo poi riprendere a spararsi. Accadde per esempio a Junger e a Drieu La Rochelle che militavano su opposte trincee. Se accadeva in guerra, a maggior ragione dovrebbe accadere in tempo di pace e democrazia (anche se mi riferiscono che un leader avrebbe detto: «Io sarò politicamente morto ma mi porterò nella tomba Berlusconi»).
Nella nostra stampa, più che il servilismo o il presunto bavaglio, il vero male è il conformismo del politicamente corretto, l’allinearsi alla casta, alla cosca, alla setta. E lì, vi assicuro, i berlusconiani non sono coro ma minoranza ed esprimono, pensate, una cultura di opposizione anche se hanno dalla loro parte il premier e forse la maggioranza degli italiani.

STRINGIAMCI A COORTE!!A SCIPIO QUELLI DELLA LEGA HANNO ROTTO L'ELMO!!


BUONGIORNO A TUTTI!!!TORNO A SCRIVERE SUL BLOG PER NON PENSARE IO MA FAR PENSARE GLI ALTRI...E PER QUESTO VI PROPONGO UN'ARTICOLO DEL SEMPRE IRRIVERENTE VENEZIANI CHE BEN RIASSUME IL RELATIVISMO STORICO/PATRIOTTICO DEL NOSTRO SCIAGURATO PAESE...A VOI L'ARTICOLO E POI LE MIE PERSONALI CONSIDERAZIONI!
Tricolore, Inno e Crocifisso: il Paese riscopre i suoi simboli civili e religiosi solo quando vengono dimenticati o offesi. E così tocca dir grazie alle intemperanze dei «padani» se oggi si è riacceso il fuoco sacro per Garibaldi e Cavour.


Il Tricolore languiva nelle canti ne dell’oblio fino a quando qualcuno decise di denigrarlo e usarlo per scopi indegni e allo ra riprese a sventolare nei no stri cieli. Fratelli d’Italia era di ventato un inno mimato solo nelle partite della Nazionale mentre i calciatori masticava no i chewing gum, fino a quan do qualcuno lo disprezzò e allo ra si propose di cantarlo tutti, in ogni occasione ufficiale e perfino obbligatoriamente. Il Crocifisso calava giorno dopo giorno dai muri dei pubblici uffici, fino a quando qualcuno decise di offenderlo o addirittura di rimuoverlo per decreto. E allora si propose di difendere la sua pubblica affissione in casa e in Europa. Insomma, ci stavamo abituando a un’Italia incolore e multicolore, a un’Italia di figli unici e muti, senza fratelli e senza inno cantato, a un’Italia senza crocifisso; fino a che leghisti, filoislamici, atei e laicisti ci hanno stuzzicato a tal punto da resuscitare amor patrio e amor di Cristo. Quanti insospettabili patrioti e osservanti abbiamo scoperto per contrasto negli ultimi tempi. Io me li ricordo i patrioti di oggi cosa dicevano fino a poco tempo fa e con che aria di ironico compatimento, se non di acida disapprovazione, guardavano ai fautori dell’amor patrio. Dicevano che la patria era un’anticaglia nell’epoca della globalizzazione e dell’internazionalismo, che era il rifugio dei mascalzoni o il privilegio di lorsignori, che il patriottismo era una maschera del nazionalismo se non del fascismo; che era retrò, stucchevole, oleografico oggi che c’è l’Europa il richiamo all’unità nazionale. E me li ricordo i difensori odierni dei crocefissi che fino a qualche tempo prima pensavano naturale e moderno e liberale lasciar scolorire pian pianino quei segni di fede dalle aule pubbliche. Erano considerati da loro segni confessionali di un’Italia ormai superata e ancora clericale. Poi, improvvisamente, è bastato qualche accenno di nemico e tutti lì a suonare l’allarme per la patria in pericolo, per l’unità nazionale minacciata dagli atroci padani e per l’Italia cattolica minacciata dai feroci saladini e dagli atroci ateocrati di estrazione massonica, tecno-euro-burocratica. Dobbiamo dunque dir grazie a Bossi, Zaia e Calderoli, a qualche ayatollah del laicismo ateo o a qualche garante delle religioni altrui, se oggi si è riacceso qualche fuocherello per i simboli civili e religiosi della nostra tradizione. Siamo un Paese col motore a reazione, nel senso che abbiamo bisogno di reagire a qualcuno per riscoprire ciò che ci identifica e ci lega. Se ci minacciano una cosa a cui non tenevamo più, allora reagiamo e facciamo barricate per tutelarla come un bene prezioso; se nessuno ci minaccia siamo pronti a lasciarla languire e perfino morire. Prendete le commemorazioni per l’Unità d’Italia. Se non ci fosse stata qualche polemica leghista, sanfedista e papista e qualche sberleffo, chi si sarebbe occupato veramente delle sue celebrazioni? Se non avessero insultato o spernacchiato Garibaldi e i Savoia, ne avremmo parlato con un rinato, inatteso fervore? E se non avessero offeso, umiliato, la nostra religione, diffamando i papi, i vescovi e i preti sui temi del nazismo o della pedofilia, qualcuno avrebbe difeso Cristo, la Croce e la Chiesa? Non so quanto potranno durare e lasciar tracce in profondità, un amor patrio e cristiano così relativi, occasionali e precari. Ma capisco ormai una cosa: se vuoi ottenere una cosa in Italia devi eccitare il suo contrario. Se vuoi salvaguardare la poltrona a qualcuno devi dire che vogliono farlo fuori; e se vuoi impedire che qualcuno ottenga una poltrona lo devi dire in anticipo sui giornali per suscitare indignazione e veti incrociati: è quel che si chiama bruciare una candidatura. In un Paese di martiri presunti e di vittimisti veraci, per tenerti una cosa, una casa, un incarico, devi denunciare che stanno per togliertela: è capitato a tanti gay, immigrati, nomadi, ebrei, donne, che sono riusciti a salvarsi denunciando preventivamente una discriminazione ai loro danni. Sfratti, direzioni di istituti, incarichi di potere, premi sono stati bloccati in questo modo. Ma queste sono furbate, nel caso del tricolore, dell’inno e del crocifisso l’attacco c’era ma alla fine è stata una grazia. È quel che i filosofi chiamano eterogenesi dei fini, quando i risultati rovesciano le intenzioni. Oggi l’amor patrio è tenuto in vita da pochi leghisti, l’amor di Dio da pochi atei, l’amor della Chiesa da pochi anticlericali. Quanto potrà durare questo patriottismo per dispetto e per furbizia di marketing? Se il contrappasso è la legge invisibile del nostro Paese, aspetto con ansia che cessi la campagna contro i privilegi, i supercompensi, gli enti superflui; chissà che, finendo di denunciare gli abusi e gli sprechi, si cominci a tagliare sul serio. Se ami l’Italia prendila a botte.


COME DISSE IN UN BARLUME DI SAGGEZZA L'INNOMINATO FINI..."SIAMO ALLE COMICHE FINALI"
E LO SIAMO PROPRIO!!!PENSAVO FOSSIMO IN UN'EPOCA IN QUI IL RELATIVISMO LA FACEVA DA PADRONE...IN CUI IL DARSI ADDOSSO PER CELARE LE DEBOLEZZE POLICO-MORALI E CULTURALI FOSSE IL "LIBERA NOS A MALO" DEI GIORNI NOSTRI...MA ARRIVARE A QUESTO CRETINISMO NON LO PENSAVO PROPRIO!!!E HA PROPRIO RAGIONE VENEZIANI!CI SIAMO COSI APPIATTITI CHE DOBBIAMO PRENDERCI A PESCI IN FACCIA PER CAPIRE CHE PUZZIAMO DI PESCE MARCIO...MARCIO COME LA NOSTRA CONSIDERAZIONE SULL'ITALIA...DOBBIAMO INFERVORARCI SOLO QUANDO LA LEGA DA' IL MEGLIO DELLA SUA IGNORANZA-MANAGEMENT...E CREDETEMI NON SONO LEGHISTA E NON LO SARO' MAI, MA DEVO DARE ATTO CHE HANNO UNA TEMPISTICA NIENTE MALE NEL PARLARE ALLA GENTE...E MENO MALE A STO PUNTO CHE CI SONO...SENNO' SAREMO GIA' TUTTI RINCOGLIONITI DALLE BARUFFE CHIOZZOTTE DEL PDL E DALL'ALLEANZA ANTI-CAV DELLA SINISTRA CHE SA(NEANCHE POI TANTO)STARE UNITA SOLO QUANDO E' ALL'OPPOSIZIONE O MEGLIO...QUANDO USANO IL LORO LOBO CEREBRALE PER FARE SOLO UNA COSA(DUE SONO TROPPE DA TENERE)...DARE ADDOSSO AL CAVALIERE!
CAVALIERE CHE AMATO (IO NO) O DISPREZZATO(NI) HA SEGNATO UN'EPOCA IN CUI CI SAREBBE STATA LA NOIA ETERNA...MA VI PENSATE SE NON CI FOSSERO STATI GLI SCONTRI SUL CONFLITTO D'INTERESSI?SUI PROCESSI?(CHE SONO GIUSTI E DEVONO FARE IL SUO CORSO E CONDANNARLO SE NECESSARIO)SULLE SUE DOTI DI TOMBEUR DE FEMME?SULLE SUE RUGHE?SUI SUOI SCHERZI?SUI SUOI CUCU' AI GRANDI DEL MONDO??NON CI VOGLIO NEANCHE PENSARE...SAREMO ARRIVATI AL PUNTO DI SORBIRCI I SOPORIFERI FALSI SINISTRORSI DISCORSI DEI POST COMUNISTI(A STO PUNTO ANTI/COMUNISTI)PROBABILMENTE CI SAREBBERO PIU' TRANS PER ALIMENTARE LA LUXURIA DEGLI ESPONENTI DI SINISTRA...GRAZIE A LORO ABBIAMO SCOPERTO CHE I FURBI SONO FASCISTI E LORO SONO GLI "AGNELLI" (A CUI HANNO DATO SOLDI PER 70 ANNI..)MEGLIO IL CONFLITTUALE,AMATORE CAVALIERE DELLA NOIA A STO PUNTO NO??TANTO QUI NON SI PARLA NE' DA UNA PARTE NE' DALL'ALTRA DEI VERI PROBLEMI DELLA GENTE...E FORSE IL TANTO DECANTATO LEGITTIMO IMPEDIMENTO DOVREBBERO DARLO (PER GOVERNARE) A QUESTI BRAVI SOLONI CHE NON SANNO FARE ALTRO CHE LITIGARE PER NIENTE..
SCIPIONE O SCIPIO PER GLI AMICI...PRESTAMI UN PEZZO DI ELMO CHE GLIELO LANCIO IO IN TESTA!!!

La partigiana Fallaci fa a pezzi l’antifascismo.




da "IL GIORNALE" - 10 Maggio 2010

di Marcello Veneziani

Ci voleva la zampata postuma di Oriana Fallaci, da morta, per rianimare il dibattito sulla cultura italiana. Ieri hanno fatto brillare una mina lasciata dalla bellicosa Oriana in una lettera inedita di dieci anni fa. È una lettera su Gentile, Croce e la viltà degli antifascisti, dura e schietta come nella prosa fallaciana, scritta a Chicco Testa e resa nota dal Riformista. In questa densa lettera (scritta a fine luglio del 2000), la Fallaci dice quattro cose: che l’assassinio di Gentile fu una carognata ingiusta e vigliacca. Che Gentile non era fascista. Che gli antifascisti furono dei «cacasotto» perché uccisero un grande e inerme filosofo mentre non ebbero il coraggio di sminare i ponti di Firenze che i tedeschi avevano minato. E infine, che avrebbero dovuto ammazzare Croce, che, parole sue, all’inizio «leccò il culo» a Mussolini, come molti intellettuali «che poi sarebbero diventati numi del Pci». In quattro mosse la Fallaci descrive con la sua brutale franchezza il Novecento intellettuale italiano.
Sì, l’assassinio di Gentile fu una carognata, ingiusta e vigliacca, ha ragione la Fallaci. Ma la cosa più grave che alla Fallaci sfugge fu che Gentile non fu ucciso perché fascista intransigente, ma al contrario perché puntava alla concordia, chiedeva a fascisti e antifascisti di sentirsi prima di tutto italiani e uniti nella tragedia della guerra. Questo non gli fu perdonato: non piaceva ai fascisti fanatici e spiazzava gli antifascisti feroci, in larga parte di estrazione comunista. De Felice distinse tra fascismo-movimento, radicale e rivoluzionario, e fascismo-regime, conservatore e autoritario. Io credo che esista anche un fascismo-partito e un fascismo-nazione, ovvero una visione militante e partigiana del fascismo; ed un fascismo-nazione che pensava al fascismo come al braccio secolare dell’Italia, nel senso che il fascismo era per loro la realizzazione dell’Italia nel Novecento, come il Risorgimento lo era stato nel secolo precedente; ma l’Italia era il punto fermo. A questa idea del fascismo-nazione aderirono Gentile e Rocco, Volpe e altri grandi. Anche la Repubblica sociale fu per loro una necessità storica ma non l’apoteosi del fascismo. Gentile vi aderì per coerenza col suo passato, Volpe si tenne in disparte, Rocco era già morto. Tutto il pensiero di Gentile era percorso dall’idea di unità, identità, comunità e non da quello di fazione e guerra civile.
Per la Fallaci, Gentile non era fascista; è una mezza verità. Sì, perché il suo pensiero si era compiuto prima che nascesse il fascismo: l’arco della sua teoria è già conchiuso nella prima guerra mondiale. Sul piano della cultura politica il suo fu un pensiero risorgimentale, percorso da un’idea della politica come religione civile e dello Stato come valore etico super partes. Con le pericolose controindicazioni totalitarie che sappiamo. La sua riforma della scuola non fu la più fascista delle riforme, come disse Mussolini, ma una grande riforma umanistica di idealismo educativo, percorsa da amor patrio. La sua «Enciclopedia» fu aperta a studiosi antifascisti. Ma la sua adesione al fascismo non fu un incidente di percorso e nemmeno un equivoco: l’idea dello Stato nel fascismo ebbe in lui il teorico più forte; la filosofia della guerra ebbe in Gentile la sua più alta elaborazione; il tentativo di annodare il fascismo al Risorgimento fu opera di Gentile sul piano filosofico e di Volpe sul piano storico. No, non fu occasionale il suo fascismo.
Dure ma veritiere poi le parole di Oriana Fallaci sugli antifascisti. Noto solo che quei partigiani non vollero sminare i ponti non solo per mancanza di coraggio, come lei scrive, ma perché -come insegna anche la vicenda via Rasella-Fosse ardeatine a Roma - c’era in alcuni capi partigiani la logica del tanto peggio tanto meglio. Ovvero le brutalità naziste potevano servire a generare un clima di odio verso i medesimi e i loro alleati fascisti, e quindi a legittimare la lotta antifascista, la guerra rivoluzionaria e le vendette più atroci.
Infine trovo ingiusto il giudizio della Fallaci su Croce. È vero che il primo Croce sostenne il fascismo e anzi lo alimentò anche teoricamente: le opere di Sorel, che furono breviari per il fascismo, le aveva portate lui in Italia. L’idea di un dittatore che rimettesse a posto l’Italia dopo il biennio rosso non dispiaceva a Croce. Ma pensava ad una dittatura momentanea, come ai tempi dei romani. E non dimentichiamo che, a differenza di Gentile, Croce non fu interventista; era e restava giolittiano. Poi, dal ’25 in avanti, avversò il fascismo, chiamò a raccolta gli intellettuali nel celebre manifesto, mantenne dignitoso dissenso, e pubblicò per quasi tutto il ventennio La Critica che fu una palestra di antifascismo. No, Croce non fu un «leccaculo» e nemmeno un voltagabbana.
E qui, infine, vorrei dire una cosa sugli intellettuali italiani. Li consideriamo opportunisti e vigliacchi, camaleonti e servili ma è giusto se ci riferiamo alle seconde file. I grandi intellettuali italiani del Novecento furono coerenti e pagarono di persona. Tralascio quanti combatterono o persero la vita nella prima guerra mondiale, interventisti intervenuti, ma dico Gentile e Gobetti, Gramsci e Martinetti, Rensi e Soffici, Bonaiuti e Ducati, Volpe e Marinetti o fra i più giovani Berto Ricci e Giaime Pintor. Alcuni furono uccisi, altri pagarono con l’emarginazione, l’esilio, la perdita delle loro cattedre. A differenza di altri intellettuali europei pusillanimi e defilati: penso ad esempio a Sartre o al grande Heidegger. Croce non patì per il suo antifascismo ma fu comunque sorvegliato e minacciato. Il vero errore degli intellettuali civili italiani fu che credettero alla coincidenza di cultura e politica, e così restarono prigionieri del loro sogno totalitario: dico Gentile, Gramsci, Gobetti. L’idea che cultura e politica coincidono fu la madre di tutte le più rovinose utopie e di quella brutta razza che fu l’intellettuale organico e asservito al potere.
Sciagurato è pure separare cultura e politica: più saggio è pensare alla loro continuità pur nell’autonomia delle sfere. Ma toglietevi il cappello quando parlate di loro, perché pagarono di persona le loro idee. E non confondeteli con la media, anzi con la marmaglia dei professori che giurarono per il regime e per le leggi razziali, pur essendo antifascisti, e poi saltarono il fosso. I mediocri galleggiano sempre, tra clan mafiosi e servitù; i grandi pagano la loro grandezza con la vita e la solitudine.

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sono un tipo socievole e grande appassionato di politica ed in genere di tutto quello che può far accrescere il proprio bagaglio culturale, sempre pronto a imparare da tutti e sempre pronto a confrontarsi con tutti, mi ritengo un'idealista,forse troppo a volte ma in questo periodo di poco idealismo mi tengo stretto questo lato del mio carattere. da poco sono entrato a far parte del partito "La Destra" e vado orgoglioso di questa mia scelta..anzi..se volete condividere con me questo impegno,anche per il nostro territorio contattatemi all'indirizzo mail ladestralegnago@virgilio.it